Notte delle ricercatrici e dei ricercatori 2026

Society: difesa planetaria e sorveglianza dell’ambiente spaziale

Location:

Predappio - Ex Gallerie Caproni

Per adulti e giovani (12-18 anni)

Le occultazioni stellari sono fenomeni brevi e affascinanti: per pochi secondi, una stella sembra scomparire perché un asteroide, una cometa o un altro corpo celeste passa davanti ad essa lungo la nostra linea di vista. Misurando con precisione questi eventi è possibile ricostruire la posizione e la traiettoria degli oggetti che li causano, ottenendo informazioni preziose anche per la difesa planetaria.

Queste osservazioni non richiedono necessariamente grandi osservatori professionali. Telescopi portatili di piccole e medie dimensioni, insieme a telecamere ad alta velocità, permettono infatti di registrare variazioni rapidissime di luminosità e di contribuire a campagne osservative coordinate, spesso con il coinvolgimento di astrofili e osservatori semi-professionali.

La stessa strumentazione può essere impiegata anche per studiare altri eventi transienti, come il passaggio rapido di satelliti in orbita bassa, micro-meteore e detriti spaziali. In questo contesto, tecnologie innovative come le event-based cameras, capaci di registrare solo i cambiamenti nella scena osservata, aprono nuove possibilità per il monitoraggio dell’ambiente spaziale. Con la crescita delle grandi costellazioni satellitari, questi strumenti diventeranno sempre più importanti per comprendere e sorvegliare ciò che accade intorno alla Terra.

L’attività proposta prevede dimostrazioni pratiche con telescopi alt-azimutali e sistemi di acquisizione rapida. I partecipanti potranno osservare il cielo notturno, capire come si registrano eventi astronomici di breve durata e scoprire come i dati raccolti vengono elaborati e interpretati per applicazioni legate alla difesa planetaria e alla sorveglianza dello spazio circumterrestre.

A cura di Riccardo Lasanghi Manghi
con la collaborazione di Stefano Palmiotto, Davide Banzi, Stefano Palmiotto, Davide Banzi, Federico Scalera, Edoardo Gramigna, Pierre-Louis Phan

Dipartimento di Ingegneria Industriale – Università di Bologna

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